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IL SASSO IN BOCCA

Produzione Cine2000
Regia e montaggio: Giuseppe Ferrara
Sceneggiatura: Giuseppe Ferrara
Consulente storico e dialoghi: Michele Pantaleone
Supervisore al montaggio: Franco Arcalli
Direttore della fotografia: Luigi Quattrini
Scenografia: Gianfrancesco Ramacci
Musica: Vittorio Gelmetti
Materiale d'archivio: dal film 'Salvatore Giuliano', di F. Rosi e dai cinegiornali dell'epoca
Anno 1970 - Durata 105' - Colore - 35 e 16 mm, Video 3/4''
Distribuzione cinematografica ('70-'75): Dinamica Film
Distribuzione all'estero: Film Export Group (Francia, Canada, Urss, Cuba, Ungheria, Algeria, Marocco, Mozambico)

CAST
Presi dalla vita reale e con Giuseppe Di Bella, Accursio Di Leo, Bill Vanders, Vito Zappalà

Il primo lungometraggio diretto da Ferrara dimostra che la verità a volte è più romanzesca della fantasia: questo film ricostruisce infatti circa 100 episodi realmente accaduti sia nelle cosche siciliane che nelle gang americane, e riesce a dare un quadro storico impressionante (dal fascismo fino agli anni Sessanta) del fenomeno 'mafia'.
Vengono documentati così i modi del sentire mafioso, a cominciare dall'omertà e dalle sue terribili punizioni, come quella della pietra infilata nella bocca degli assassinati che hanno "parlato"); l'organizzazione segreta dell'onorata società; i mercati clandestini, soprattutto della droga; le infiltrazioni negli organi dello Stato; i grandi omicidi, i delitti politici (tra cui il massacro di Portella), i clamorosi processi e le trame complesse del potere, le complicità, i tradimenti, le connivenze.

Nel film non c'è un personaggio centrale, anche se le figure di famosi capi mafia, di banditi leggendari e di gangster come Don Calò, Genco Russo, Salvatore Giuliano, Vito Genovese, Lucky Luciano si rincorrono e s'incontrano spesso nei vari episodi del film, avversati e combattuti da rappresentanti popolari come Licausi e Canepa, o da investigatori dell'F.B.I. come Dickey, o da sindacalisti come Rizzotto.
Il vero protagonista del film è quindi la mafia, il cui rapporto parassita con le strutture sociali viene messo in luce con efficacia spettacolare e insieme con rigore antropologico, con un linguaggio piano, diretto, che sta tra il cinegiornale e la cantata popolare.
Tutto girato nei reali luoghi in cui sono avvenuti i fatti, con attori quasi sempre presi dalla strada, Il sasso in bocca è il primo film che rappresenta la mafia così com'è, fuori dalla leggenda e da qualsiasi copertura, con lo scopo di conoscerla per combatterla

PREMI:
Selezionato per il Film Festival Internazionale di Rotterdam (1972)
Premio Spoleto 1971 per l'opera prima
Premio Noce d'Oro 1971 per la regia
Premio Protagonisti 1974 agli 'Incontri Silani', VI ed.
Attestato di qualità 1970 del Ministero del Turismo e dello Spettacolo