IL CASO
MORO
Produzione Yarno Cinematografica - Mauro Berardi
Regia: Giuseppe Ferrara
Sceneggiatura: Giuseppe Ferrara, Armenia Balducci, Robert Katz
AR: Terpsichori Kolosov
Assistente R: Franco Angeli
Direttore fotografia: Camillo Bazzoni
OP: Roberto Brega
Scenografia: Frigeri
Costumista: Laura Vaccari Ferrara
Aiuto Costumista: Annamaria Marsella
MO: Roberto Perpignani
Musica: Pino Donaggio
Anno 1986 - Durata 113' - Colore
CAST
Gian Maria Volonté, Margherita Lozano, Mattia Sbragia, Consuelo Ferrara,
Enrica Maria Modugno, Bruno Zanin, Erica Rosso, Daniele Dublino, Piero
Vida, Luciano Bartoli, Bruno Corazzari, Daniela De Silva, Maurizio Donadoni,
Danilo Mattei, Umberto Rhao, Paolo Scalandro, Franco Trevisi
Roma, 16 marzo. E' mattina. Il presidente Aldo Moro saluta la sua famiglia
senza sapere che non la rivedrà mai più. Deve raggiungere
il Parlamento insieme alla scorta: qui il Governo che ha contribuito
a mettere in piedi, guidato da Andreotti, è pronto al grande
giorno: per la prima volta in Italia verrà sostenuto e affiancato
anche dal Partito Comunista.
Un commando delle Brigate Rosse gli tende un agguato e lo rapisce, dopo
aver ucciso i 5 uomini che lo proteggevano: per l'intera nazione è
uno shock: Dopo 55 giorni di prigionia, i rapitori uccideranno Aldo
Moro, sebbene avessero promesso di liberarlo.
Il film racconta dei giorni di detenzione, del dolore e dell'impegno
vano della famiglia, della furia ideologica dei brigatisti contro il
sistema, di un Aldo Moro che tenta di comunicare attraverso alcune lettere
indirizzate al Papa, ai leaders della Dc, a Craxi, ad amici, che non
viene creduto ed è anzi ritenuto folle o costretto a scrivere
dai rapitori, abbandonato dagli amici, dai politici, dalle alte cariche
dello Stato. Un'ipotesi di complotto 'a posteriori', creatosi sfruttando
proprio le inconsapevoli Br, che hanno portato inconsapevolmente benefici
alla loggia massonica di Licio Gelli. L'immobilità e la mancanza
di risolutezza da parte sia del Governo in carica sia del Partito Comunista,
ovviamente spinti da ragioni diverse, hanno di fatto segnato irrimediabilmente
e definitivamente il destino di Aldo Moro facendo piombare nel dimenticatoio
la sua innovativa idea di Governo.