LO
SCAMBIO DI CORRISPONDENZA FRA GERACI E FERRARA
VINCENZO GERACI scrive a Ferrara
Dopo il lungo colloquio telefonico avuto con Lei la sera del 7 Giugno
u.s. in merito al film di prossima realizzazione su Giovanni Falcone,
ho preferito non insistere in altri contatti avendo riportato la sensazione
di una Sua tesi preconcetta nei miei confronti.
Mentre debbo constatare che se non avessi preso io l'iniziativa Lei
non avrebbe avvertito il bisogno di conoscere anche la mia versione
dei fatti, mi corre l'obbligo di sottolinearle che:
nella vicenda relativa alla nomina del Cons. Istruttore di Palermo,
il mio comportamento in seno al C.S.M. - seppur non appoggiando Falcone
- fu improntato alla massima lealtà e schiettezza com'è
dimostrato, anche documentalmente, da numerose ed insospettabili fonti
che Le ho menzionato e che provano come io avessi pubblicizzato anticipatamente,
prima di esprimerlo, il mio voto in favore di Meli.
Al riguardo, tuttavia, torno a ricordarLe che nell'apposita sede istituzionale
(non nelle catacombe) io espressi il mio voto per appello nominale,
dopo aver esposto le mie ragioni con un lungo intervento riassunto in
dieci pagine di verbale, chiedendo io stesso, alla fine, la pubblicazione
degli atti.
Tanto Le rappresento nella speranza che il Suo film non contenga riferimenti,
affermazioni o allusioni a me riferibili - e di cui Le ho documentato
la falsità - che mi costringerebbero, mio malgrado, alla tutela
delle ragioni che vanto nelle opportune sedi giudiziarie.
Distinti saluti.
Vincenzo Geraci
ROMA, 23.07.93
GIUSEPPE FERRARA scrive a Geraci
Egregio Dr. Geraci,
con lettera raccomandata del 23.07.1993, Lei dichiara di aver "riportato
la sensazione" di una mia "tesi preconcetta" nei Suoi
confronti; Lei sa che non è vero, dopo ore di colloquio, de visu
e telefonico, tra di noi, Lei sa che i miei film sono realizzati con
rigore storico e che il mio fine è raggiungere la verità
o almeno avvicinarmici nel grado più alto che possa essere consentito.
Ebbene, dopo aver cercato inutilmente di avvicinarLa nel giugno '92,
ho avuto l'opportunità di intervistare il Giudice Paolo Borsellino
insieme alla mia collaboratrice Armenia Balducci. Le accludo la fotocopia
degli appunti che ho preso durante l'intervista stessa. Le sottolineo
una delle frasi pronunciate in quell'occasione da Borsellino, quella
che io considero decisiva:
Di Geraci ci fidavamo non solo perché era del pool, non solo perché
io ero stato il suo grande elettore nel C.S.M., ma anche perché eravamo
molto amici (ci tenevamo i figli a vicenda) - Venne poi fuori la sua
azione cospirativa al C.S.M., dopo aver detto che Falcone sarebbe stato
all'Istruzione al posto di Caponnetto ("Sta' tranquillo, Paolo..."),
azione che culminò con il fatto che Geraci stesso non votò per Falcone".
Dopo una dichiarazione così inequivocabile, che coincide con
altre numerose testimonianze, non ho più sentito il bisogno di
incontrarLa. Tuttavia, quando questo bisogno lo ha sentito Lei, non
ho mancato di ascoltare senza alcun limite e con la massima apertura
la sua versione dei fatti.
Ho letto i documenti che mi ha fornito. Nessuno di questi documenti
e nessuna delle Sue affermazioni prova che Borsellino abbia mentito
a me e alla Balducci. Del resto, quando Le ho riferito quanto dettomi
dal Borsellino, Lei stesso non ha saputo che replicare.
La vita di Borsellino e il suo sacrificio provano esaurientemente che
non è un mentitore, non è un diffamatore, non è
un mascalzone.
E' anche ovvio che non ho preso in considerazione solo questa testimonianza.
Distinti saluti
Giuseppe Ferrara
ROMA, 30.09.93
Documentazione
La Repubblica del 25.11.92: "Geraci è stato il Giuda che ha tradito
Falcone" - Geraci viene cacciato dallo studio della RAI-Tv da Caponnetto
e Ayala.
Famiglia Cristiana nð34, 1992: "Conservo ancora quel foglietto.
Per Falcone era la prova del tradimento".
L'Espresso del 9.8.92: "Geraci, il magistrato bollato come 'Giuda'
da Paolo Borsellino.
'I miei giorni a Palermo' (volume intervista a Caponnetto): "Geraci
condusse il gioco contro Falcone (...) Gerarci aveva garantito il suo
voto a Falcone".
'Storia di Giovanni Falcone' (volume di Francesco La Licata): Geraci
fu "uno dei registi occulti di quella trama sotterranea".
'La guerra dei giusti' (volume di Giuseppe Ayala): "S'è
beccato l'epiteto di 'giuda' lanciato da Borsellino". "Maria
Falcone è andata oltre (...). Ha precisato che, stando a quanto
su Geraci le aveva raccontato il fratello, l'epiteto 'giuda' risultava
sensibilmente riduttivo, quasi generoso".
'Storie' (volume di Gianni Minà, tratto dalle interviste di puntate
televisive andate in onda su Rete 2 RAI). Caponnetto: "Poi ci fu
quel tradimento avvenuto all'ultimo momento per cui (Falcone) dovette
cancellare due nomi su cui contava e trasferirli nella colonna a lui
contraria" (pag. 13); Minà: "Non so se - come disse
Borsellino - siano stati dei giuda, so però che chi non ha votato
Falcone dopo avergli promesso la sua adesione è stato Vincenzo
Geraci" (pag. 13).